09 aprile 2020

Mascherine introvabili. “No al fai da te e guai a indossarle più del dovuto”

Le mascherine sono diventate la merce più richiesta di questi tempi di emergenza sanitaria, ma ormai dappertutto si deve fare i conti con la loro assenza sul mercato. “Mascherine esaurite”, “Mascherine non disponibili”, “Mascherine terminate” si legge sui cartelli esposti a iosa fuori dalle farmacie.

Le mascherine però non sono tutte uguali e hanno un’efficacia limitata. Riutilizzarle espone a rischi di contrarre infezioni batteriche. Quelle cosiddette "chirurgiche" sono adatte ai malati, ai sanitari e ai lavoratori a rischio ma non proteggono adeguatamente dal contagio di provenienza altrui. A questo tipo di mascherine, che sono individuati come dispositivi medici, si affiancano i cosiddetti respiratori che sono invece dei Dispositivi di protezione individuale. In questo caso le mascherine si dividono in FFPP1,** FFPP2** e FFPP3. Ma solo gli ultimi due tipi sono maggiormente efficaci nel filtrare l’aria che arriva dall’esterno e dunque assicurano una maggiore protezione a chi le indossa. Peccato che siano introvabili, diventate merce rara persino per medici, operatori sanitari e farmacisti.

E naturalmente a complicare tutto ci si mettono gli speculatori. Un farmacista del Basso Molise racconta come prima del Coronavirus ne comprasse 50 pezzi (del tipo ‘chirurgico’) a 7 euro e 50 centesimi. “Ora mi chiedono 100 euro”. Prezzi alle stelle e scorte esaurite. Ma anche impossibilità di riordinarle.

Non tutti hanno però compreso che le mascherine hanno un' efficacia limitata, di qualche ora, e poi andrebbero cambiate. A seconda dei casi possono essere usate per 4 ore, 8 o nel migliore dei casi 36. Dopodiché vanno buttate. Dovrebbero essere ‘usa e getta’, insomma, ma non ce ne sono abbastanza per fare ciò. Si corrono però dei rischi a utilizzarle più del dovuto. “Diventano ricettacoli di batteri” e a quel punto si rischia anche un’infezione batterica.

Vista l’elevata ed inevasa richiesta, capita anche che i sarti si ‘improvvisino’ artigiani di mascherine. Sono** inutili**, inefficaci, a quel punto uguale sarebbe utilizzare una sciarpa. “Purtroppo si fanno perché non c’è altra soluzione. È, come dire, l’extrema ratio”.

Vista la situazione emergenziale, e alla luce della penuria di strumenti di protezione che davvero possono dirsi tali, la cosa veramente più importante è restarsene a casa e uscire il minimo indispensabile.


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